Recensione NiceHCK M6

Prezzo: 100€ circa

Dove acquistarle: https://it.aliexpress.com/item/NICEHCK-M6-In-Trasduttore-Auricolare-Dell-orecchio-4BA-2DD-Ibrido-6-Unit-HIFI-Metallo-del-Trasduttore/32955034092.html

Specifiche tecniche:

  • Risposta in frequenza: 20-40k Hz

  • Impedenza: 17 Ohm

  • Sensibilità: ca. 106 dB/mW

  • Driver: 4 armature bilanciate + 1 driver dinamico (non 2, come dichiarato, ma uno formato da due diaframmi, per spiegarlo alla buona)

nicehck m6 fr.jpg

È la prima volta che mi capita di provare un paio di cuffie “gemello” ad un altro già provato. Queste M6 di NiceHCK sono, infatti, simili in tutto e per tutto alle DMG di BGVP, recensite qui poco tempo fa. In questa recensione richiamerò più volte alcuni punti dell’altra. Avverto subito che, a differenza di quanto riportato sul sito, il cavo non ha il microfono e non sembra esserci un’opzione per averlo. Ma se contattate Jim, magari ve le spedisce con formula “personalizzata” con un cavo che più si addice ai vostri bisogni.

Ringrazio Jim di NiceHCK per la cortesia e per il set in prova “sotto cauzione”. Potete trovare questa recensione anche in lingua inglese sul mio profilo Head-fi, a questo indirizzo: https://www.head-fi.org/showcase/nicehck-m6.23430/reviews#review-21516

Unboxing e prime impressioni

La scatola in cartone marchiata NiceHCK contiene un solido astuccio rigido, al cui interno ci sono tutti gli accessori del caso. Anche l’astuccio è brandizzato, ed è l’unica cosa per cui differisce da quello delle YinYoo V2; questo mi fa pensare che siano prodotte nella stessa fabbrica. Gli accessori sono: un buon numero di gommini di varie dimensioni e colori, un paio di tips in memory foam, una clip, i filtrini per il tuning e il cavo, che arriva già attaccato agli auricolari. A proposito dei filtrini, specifico già che vale lo stesso discorso delle DMG: per me non sono il motivo per cui dovete rivolgervi a un paio di cuffie del genere, perché le differenze tra l’uno e l’altro sono minime e probabilmente impercettibili per la maggior parte degli uditi. Tra l’altro, pare che siano esattamente gli stessi in dotazione con le “sorelle”. In generale, la dotazione è la medesima tra le due, ma l’aggiunta dell’astuccio rigido per contenere le M6 è un vantaggio non indifferente.

La prima impressione che ho avuto è che il cavo non fosse di buona qualità. Mi sono ricreduto: il colore trae in inganno, ma anche in questo caso siamo davanti ad un cavo “fratello” di quello di più gradevole colore argento in dotazione con le DMG, che non è eccelso ma fa il suo lavoro in modo più che discreto. Se devo essere preciso, quello delle BGVP è effettivamente leggermente superiore in quanto ha gli inserti metallici, mentre quello delle M6 li ha in plastica; ma dal punto di vista sonoro, come vedremo più avanti nella recensione, non ci sono differenze. Le cuffie ricordano immediatamente le DMG, tranne che per un dettaglio sul fronte che le differenzia – in teoria anche in modo sostanziale, in quanto le M6 dovrebbero avere un’apertura per il passaggio dell’aria in più rispetto alle DMG. Questo – sempre in teoria – si tradurrebbe in un maggior potenziale d’azione del driver dinamico (attenzione: è uno, non sono due come pubblicizzato). A conti fatti, anche qui non ho udito differenza alcuna. Sarà per questo motivo che nelle DMG questa apertura era prevista, ma è stata poi evitata in fase di assemblaggio? Tutto è possibile. Spero mi sia permesso di dire che, viste le palesi somiglianze tra le due, le M6 sono quasi un “dupe” delle DMG. La vestibilità è identica: l’esperienza è la medesima, ottima, tra le due, permettendo un comfort di livello anche per lunghe sessioni d’ascolto. I gommini più confortevoli per me sono stati quelli piccoli, mentre quelli più isolanti quelli in foam, che al solito consiglio per sessioni più lunghe in quanto più scomodi e macchinosi da infilare. Il cavo ha gli archetti in memory pre-formati, che funzionano bene. Personalmente, apprezzo queste soluzioni tanto quanto il non averli, l’importante è che non abbiano il fil di ferro all’interno per mantenere la forma – KZ, sto parlando dei tuoi cavi.

Suono

Chiarisco subito: se avete letto la recensione delle BGVP DMG, potete anche saltare questa parte. Il suono è lo stesso, la cuffia è la stessa. E con questo voglio dire che è un suono davvero credibile: caldo, neutro nella distribuzione delle frequenze, leggermente U-shaped. Forse l’unica differenza che colgo tra le due – ma potrebbe essere placebo – è che le M6 sono leggermente meno sibilanti delle DMG, cosa che avevo effettivamente evidenziato tra i “contro” di quegli auricolari. Faccio un passo indietro. Le mie sorgenti sono state: FiiO M7, Dodocool DA106, Focusrite 2i2 da MacBook Pro 2012. I file audio vanno – in ordine decrescente – da DSD (Pink Floyd) a FLAC 24/92 (Queen, Jack Garratt) a FLAC 16/44 (Bon Iver, Greta Van Fleet, Jacob Collier, …) ad ALAC (Sia) a MP3 320 (Jamie Cullum, Niccolò Fabi, Everything Everything).

Devo fare una premessa: in questo stesso periodo sto provando le ADVANCED M4, prodotto piuttosto famoso, finanziato su Kicstarter un paio di anni fa. Dopo aver provato quelle, che hanno un suono davvero flat e un palcoscenico gigantesco, quelle caratteristiche vengono inevitabilmente relativizzate negli altri prodotti. Dunque, in assoluto queste M6 hanno un palcoscenico discretamente ampio, ma decisamente meno avvolgente se messo in relazione a quello riprodotto dalle M4 di ADV. E lo stesso vale per la risposta in frequenza: il bilanciamento è ottimo, non si ha alcuna sensazione di enfasi nelle frequenze basse né di eccessiva brillantezza negli alti o arretratezza nei medi; ciononostante, facendo lo stesso confronto, il suono risulta più colorato. Più caldo, più rilassato. Non per forza dei difetti, e comunque dipende sempre dall’uso che ne fate. Certamente mi viene da pensare alle M4 come ad un prodotto perfetto per la produzione musicale, mentre alle M6 come ad un prodotto più indicato per l’ascolto di musica o i live stage – visto anche come vestono. Perché faccio un confronto con un prodotto così diverso sia come pubblico che come prezzo (2-3 volte inferiore! Le ADV M4 costano 50€)? Perché confrontarle con le DMG sarebbe aria fritta, detta nel modo più sincero possibile. Vi farà ridere, ma il mio consiglio è di scegliere tra le due in base al colore che preferite, dal momento che in mano e alle orecchie l’esperienza acustica è la medesima. Le M6 hanno un interessante colorazione smeraldo che non si trova nelle DMG – che ci sono invece in rosso e in blu. Io, coerentemente col titolo di questo sito, le ho prese entrambe nere (o quasi).

In ogni caso, visto che mi trovo a divagare, torno sul suono; alla fine, è la parte più importante. L’estensione in gamma bassa c’è ed è solida e credibile. Non è enfatizzata (il rischio è che vengano pompate le frequenze che si avvicinano ai medi), ma risponde alle richieste senza incertezze. I medi sono ben gestiti, senza particolari vuoti tipici dei prodotti più consumer-oriented. Anzi, gli strumenti sono sempre ben separati e le voci hanno sempre gli spazi che richiedono. Gli alti sono meno convincenti, per il suono leggermente sibilante che può dare fastidio, soprattutto se la musica è cantata in quelle lingue che di “S” e “T” ne hanno tante. Come l’italiano. Ma non hanno dei cali, come succede talvolta, o dei picchi: il punto è proprio che sono discretamente piatti, ma l’orecchio tende a sentirli ad un volume più alto rispetto alle frequenze delle gamme inferiori. Con questo voglio dire solo che sto cercando il pelo nell’uovo in un suono che, per me ed il mio gusto, è stato convincente al 99%. Non capita quasi mai di avere così poche incertezze (per un prodotto) né di essere così soddisfatto (per me), per cui non vi fate spaventare da queste critiche, perché con tutta probabilità molti di voi sono abituati a cuffie molto più sibilanti e sbilanciate, senza rendersi conto che lo siano. E queste sono senza ombra di dubbio una delle migliori scelte sui 100€, tanto quanto lo sono le sorelle.

Conclusioni

Visto che di confronti ne ho già messi in mezzo alla recensione, e altri tre li ho messi nella recensione delle DMG (qui) – valgono anche per queste -, passo direttamente alle conclusioni. Se avete voglia di affacciarvi al panorama dell’alta fedeltà senza spendere un capitale, prendete in considerazione questo prodotto. Fatelo seriamente: è vero che la concorrenza è agguerrita, ma spesso non ha tanti assi nella manica come queste M6 di NiceHCK. Se pensate all’ottima dotazione che ricevete e al non banale astuccio rigido per il trasporto, la qualità (e la quantità di accessori) di questo paio di monitor, in relazione al prezzo, è difficile da battere.

Pro

  • Design modulare (cavo, filtrini)

  • Suono

  • Ottima dotazione (astuccio; tantissimi gommini, anche in foam)

Contro

  • Troppo simili alle DMG

  • Il cavo potrebbe essere migliore

  • Leggermente sibilanti

Recensione KZ ZS3

Oggi parliamo di IEM, ossia Monitor Intrauricolari, specificamente degli entry level di Knowledge Zenith. Più conosciuto come KZ, questo brand vanta un catalogo in continuo aggiornamento di auricolari, sempre più raffinati nel design e nelle prestazioni, ma dall’elevatissimo rapporto qualità-prezzo. Questo modello in particolare, che è forse il più economico di tutti, ha un prezzo di circa 15 Euro su Amazon, mentre di import ne costa meno di una decina: davvero interessante.

P1010655.JPG

Vestibilità

Come si indossano? Non benissimo. Dal momento che la miniaturizzazione costa, in questa fascia (ultra)economica le dimensioni sono piuttosto importanti. Questo significa che, nonostante la forma degli auricolari ricalchi perfettamente il negativo di un padiglione… quel padiglione non è sicuramente il mio. Con un po’ di pratica i gommini isolano perfettamente (oserei dire anche troppo) ma la tendenza a scivolare è eccessiva. Probabilmente la plastica lucida di cui sono fatti questi monitor non aiuta in questo senso. Per non parlare del fatto che dopo una mezz’ora cominciano già ad affaticare parecchio, sebbene le forme siano tutt’altro che squadrate; è proprio la dimensione ad essere fuori scala – soggettivamente parlando.

P1010657.JPG

Qualità costruttiva

La costruzione è comunque ottima: la qualità della plastica è molto elevata e le scritte in corsivo che indicano destro e sinistro danno un tocco di personalità. Ho apprezzato meno il cavo: è vero che ha il jack ad L – un punto su cui rompo sempre le scatole – ma è un filo completamente gommato, per cui si aggroviglia che è un piacere. Inoltre, se il fatto che abbia un microfono e un tasto per rispondere alle chiamate siano dei fattori per molti positivi, non si può dire lo stesso della qualità di questo microfono, che rende la voce metallica e lontana. Sicuramente, non aggiungendo i controlli del volume, hanno evitato la rogna della compatibilità iOs/Android: furbi. In ogni caso, un grande pregio di questi auricolari è il fatto che si possano staccare dal filo e montare su un altro: la stessa KZ fornisce dei cavi qualitativamente migliori e addirittura Bluetooth, ma essendo lo standard “2 pin” (da 0,75 mm) adottato da una grandissima fetta di produttori, non si faticheranno a trovare cavi in argento, bilanciati, ecc.. Si può ben capire come la modularità sia quindi un importante punto a favore di questo prodotto.

P1010771.JPG


Suono

Piccola parentesi: questa recensione ha un po’ di tempo alle spalle. La pubblico solo ora per questioni di organizzazione del sito e perché ho delle scadenze molto più urgenti. Questo per dire che non ho provato inizialmente queste ZS3 con il FiiO M7 come sorgente, come le ultime recensioni pubblicate, e quindi il tutto va ponderato anche a strumenti meno specifici, quali il mio vecchio Letv 1S e l’uscita diretta del mio MacBook Pro. Da allora ho più cura per il dettaglio e anche negli strumenti che utilizzo.

Come suonano? Così così. Come accade per altri produttori, spesso quando mancano le risorse per fornire una qualità elevata, si ricorre a trucchetti, tra cui pompare i bassi per dare l’illusione di avere un buon prodotto tra le mani. Alcuni marchi rendono volontariamente la firma sonora incentrata sulle basse frequenze, e questo è purtroppo uno di quei casi. Qui i bassi fanno quasi paura, devo dire anzi essere anche pregevoli (veloci e incisivi), ma gli alti sono pessimi. Pessimi non solo perché raggiungono una pressione insufficiente e quindi il volume risulta basso, ma anche perché talvolta gracchiano come se non reggessero gli sforzi. Oltretutto i sibili sono troppo presenti, ma questo è un fattore ovviabile con un cavo aftermarket; ad esempio, il TRN a 8 core è famoso proprio per questo motivo. Dunque, a seconda del genere che ascoltate, potreste amarle o talvolta pensare che abbiano qualcosa che non va; tendenzialmente non ho avuto mai un’impressione negativamente estrema, semplicemente le ho trovate un po’ limitate. E ci mancherebbe, visto il prezzo.

Riassumendo, sono cuffie per chi ama i bassi pompati (si sentono quasi esclusivamente quelli) e hanno delle criticità con le voci nelle alte frequenze, che sono sibilanti. I medi sono arretrati ma qualitativamente migliori degli alti, e le voci maschili sono comunque sufficientemente udibili e definite. Ho letto e sentito di persone che ritengono queste cuffie bilanciate: non lo sono. Sono ampiamente a V nella risposta in frequenza e sbilanciate in gamma bassa, ma questo per certi versi rende il tutto di più facile ascolto, per molti. Io ho trovato questo basso talmente esagerato da disturbare la chiarezza e il dettaglio di altre frequenze. Non è la mia firma sonora preferita, per certo. Ma per alcuni sono sicuro che possa andare più che bene. Ritengo infine che il cavo in dotazione soffra di una leggera microfonicità - nulla di esagerato - e si sentano talvolta, soprattutto in silenzio, un po’ di rumori di fondo. In merito a questo, c’è una live di Jeff Buckley (Live at Sin-é) in cui la registrazione risente fortemente di disturbi dovuti a interferenze tra amplificatori e microfoni - presumo. Con queste KZ (ma anche le ES4, ma anche le 1MORE Piston) è davvero udibile e fastidioso questo sottofondo sporco. Confronto assolutamente scorretto, ma con le Unique Melody Mason V3 (2700$ di monitor) questo non è stato un problema. Strano: era un’interferenza che fa parte della registrazione, eppure era molto, molto attutita in quel caso. Secondo me è una questione di driver: le armature bilanciate, soprattutto se di livello, hanno anche questo pregio di attutire i disturbi. Con le ZS3, che hanno un solo driver dinamico, non c’era modo di evitarli.

P1010782.JPG

 

Unboxing

Considerando il prezzo bisogna dire che l’imballaggio è curato e piacevole, essenziale ma completo. Le istruzioni, sebbene in un inglese abbastanza fantasioso, sono utili, perché forniscono una basica guida al rodaggio – che si creda o meno al burn-in, visto che male non fa, perché non farlo? Nella confezione ci sono cavo, auricolari e gommini di ricambio; nulla più e nulla meno. Volendo, KZ produce (o meglio, si fa produrre) i classici contenitori rigidi da monitor per dare una parvenza di professionalità ai suoi prodotti – sottolineo che spesso e volentieri sono prodotti quasi professionali, ma non posso sostenerlo di questi in particolare. Io ho uno di questi contenitori, esattamente identico a quelli venduti da KZ ma senza l’adesivo del brand (ma c’è lo spazio vuoto, cosa simpatica).

P1010773.JPG

Conclusioni

Se dicessi che consiglio ad occhi chiusi questo prodotto non sarei onesto. Non credo valga la spesa (non a prezzo pieno, almeno). Ma devo dire che grazie a questi auricolari ho scoperto un brand in continua evoluzione, che fornisce auricolari per tutte le tasche, dal design sempre più raffinato e di carattere, di cui presto proverò anche altri modelli. Dunque, forse questi ZS3 non sono dei monitor da prendere in considerazione, ma sono un assaggio di un brand in ascesa e fanno intravedere un grosso potenziale. A detta di molti, gli ultimi modelli hanno risolto diverse criticità - come il sibilo nelle voci femminili – che in KZ si portavano avanti da diverso tempo. Perciò vi rimando alle future recensioni e metto il link per l’acquisto, nel caso in cui vogliate comunque affidarvi a questo prodotto. Il mio consiglio, se lo fate, è di munirvi di un cavo migliore e magari anche di un paio di tips in memory foam. Probabilmente, se questo che ho appena consigliato fosse stato il kit di serie, queste cuffie avrebbero avuto una marcia in più. Ma siamo sulla fascia ultra-economica e ci sono questi ovvi compromessi da accettare. Tra qualche tempo uscirà la recensione delle ES4 e più avanti delle ZS4, le vere eredi di queste ZS3. Vi dò giusto un assaggio delle ES4: si sente la volontà di bilanciare le frequenze, ma il risultato non è ottimale. Queste ZS3 sono più facili da ascoltare, più incisive nel suono e più comode da indossare.

Comprale su:

Amazon

Gearbest

Recensione QianYun Qian39

È buffo come la maggior parte delle persone, pensando a degli auricolari “normali”, pensi a quelli piatti: gli “earbuds”, “quelli senza gommini”, “quelli come le earpods”. È buffo perché la stragrande maggioranza degli auricolari in commercio sono invece di tipo intrauricolare. Credo che quindi l’idea di “normale” derivi da due fattori: la comodità e l’affetto. Comodità in senso fisico, ovvero vestibilità, ma anche perché tutti i possessori di iPhone o Huawei avranno già in dotazione una cuffia earbud. Affetto perché effettivamente, ai tempi dei vecchi Nokia, questo tipo di cuffiette era il più diffuso e fornito con i telefonini.

Questi Qian39 sono proprio auricolari di questo genere; spero dunque di fare cosa gradita a molti, recensendoli.

Ringrazio QianYun Italia per avermi fornito questo sample in cambio di una recensione onesta e disinteressata.

P1010767.JPG

 

Unboxing e prime impressioni

Rimarrete stupiti a trovarvi davanti a un unboxing così curato dopo aver speso poco più di una decina di euro per questo prodotto. La scatola è infatti metallica e contiene al suo interno gli auricolari e due schiume per ricoprirli. L’essenziale, ma così ben presentato da essere adatto anche ad un regalo.

Gli auricolari in sé, lo dico subito, non danno alcuna sensazione pregiata. Sono interamente in plastica, con cavo gommato, ma hanno dalla loro parte dei punti di forza: il jack è placcato in oro ed è a forma di L; inoltre, nella zona del cavo in cui i due canali si separano, i due fili sono incollati fino a un’altezza molto elevata, evitando così diversi ingarbugliamenti involontari.

Sono molto leggeri e decisamente comodi: appena indossati non si sentiranno più. Strano a dirsi, isolano piuttosto bene, pur avendo delle aperture sul retro (necessarie al corretto funzionamento del driver).

Riassumendo: hanno chiaramente puntato tutto sulla qualità del suono e nulla sul lato estetico; ma sono comode, molto comode. Un piccolo fatto divertente è che molti, per ovviare alle pecche estetiche, sostituiscano il cavo di queste cuffie risaldandole su un cavo più pregiato. Questo per dire anche che la qualità audio è molto elevata. Ovviamente non è una procedura per tutti – né qualcosa che farei io, onestamente.

P1010764.JPG

 

Suono

Al solito, i test sono stati eseguiti con FiiO M7 (la cui recensione è reperibile qui).

Inizio col dire che non ci sono state “cose molto cattive” per quanto riguarda il suono. Non è male con prodotti così economici un risultato del genere. In questo caso, anzi, ci sono state cose decisamente buone e solo qualche criticità.

Come mi era stato preannunciato, la cuffia non è adatta alla musica moderna di tipo elettronico. Infatti, si sentiranno quasi dei vuoti in alcune frequenze, oltre al driver decisamente affaticato da sintetizzatori troppo veloci e suoni pompati. Altre volte, ci saranno dei picchi esagerati nelle frequenze medio-basse, che paiono dei leggeri errori di tuning. Ma con il jazz, le performance acustiche, la musica sinfonica, il pop leggero e il rock classico, questi auricolari danno il meglio di sé. Ed è un livello superiore, a mio parere, anche a cuffie di livello più alto.

La firma sonora generale di questi auricolari è calda, ma non sbilanciata sui bassi. Le frequenze, anzi, sono molto bilanciate ma il suono è liquido e non affatica. Certamente non sono adatte per chi cerca il dettaglio, questi driver non producono un suono analitico. Ma è un suono musicale, piacevole, rilassante e certamente ricercato. Credo che più di così una cuffia di questo livello non si potrebbe spremere.

È difficile parlare dettagliatamente di ogni range di frequenza, soprattutto per questo livello. Farò solo una divisione nelle classiche tre macro-categorie di bassi, medi e alti e concluderò con qualche dettaglio.

I bassi sono una delle parti più gradevoli: suonano e risuonano come ci si aspetta da un ascolto di persona, in modo naturale e controllato. Non c’è uno sfondo scuro, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare: la scena, anzi, è piuttosto pulita. L’effetto che ne viene è di un suono caldo ma una dinamica bilanciata. Anche i medi sono convincenti, con una riproduzione delle voci maschili godibile e chiara. La separazione strumentale è abbastanza buona, anche se talvolta quando si accavallano molte parti c’è un leggero impasto della scena. Gli alti non sono spinti, ma controllati. Le voci femminili suonano in modo pulito e, a chi è sensibile a queste frequenze, posso assicurare che sono molto poco affaticanti. Tutto il contrario delle QT2, ad esempio, recensite qui.

C’è un buon palcoscenico, esteso in ampiezza, e un’immagine virtuale della scena davvero credibile. Ripeto, il prezzo non dà la giusta idea della qualità sonora del prodotto. Consiglio comunque l’acquisto solo nelle circostanze in cui non ci sia bisogno di riprodurre musica elettronica o generi troppo pestati.

P1010766.JPG

 

Confronti

Ci sono confronti più o meno sensati da fare riguardo a queste cuffie. Sensato sarebbe paragonarle ad altri “earbuds”, dunque le metterei a confronto con le Xiaomi Half Ear con driver in ceramica e con le 1MORE Piston EO320.

Qian39 vs Xiaomi Half Ear: riassumo in pochi termini l’esperienza di entrambe. Le Qian39 sono tutta sostanza, le Half Ear sono “molto potenziale ma poco sfruttato”. Cosa intendo: le Qian39 sono più settoriali, ovvero riproducono ad alto livello determinati generi e faticano con altri. Le Xiaomi, al contrario, non convincono pienamente in nessun versante, ma è chiaramente udibile un dettaglio superiore in determinati contesti, che se fosse sfruttato meglio con un’equalizzazione attenta darebbe una marcia in più all’esperienza sonora del prodotto. Tra le due scelgo le Qian39, con tutte le pecche estetiche e acustiche del caso.

Qian39 vs 1MORE Piston: chi mi legge sa che ho un debole per 1MORE. Oltre al fatto che le EO320 costano tre volte tanto rispetto alle QIanYun e lo scontro non è propriamente ad armi pari. Ma provo ad essere obiettivo: in ogni settore al di fuori del suono le 1MORE vincono (sono costruite meglio, hanno una migliore dotazione, sono più belle). Ma per quanto riguarda il suono, bisogna dire che il palcoscenico delle Qian39 è davvero di livello e forse supera in ampiezza quello delle Piston, nonostante queste ultime siano decisamente più aperte sul retro. Il dettaglio è però superiore nelle Piston. E il consiglio è: per il prezzo, prendete le Qian39. Per una maggiore versatilità e un’estetica appagante, oltre a diversi accessori utili, prendete le Piston. Tra le due cosa scelgo io? Non è così facile. Le 1MORE sono sempre state con me da quando le ho prese e mi hanno dato molta soddisfazione, ma in determinate circostanze – penso all’ascolto di musica jazz – le Qian39 suonano in modo più appagante, più pieno e dinamico.

P1010682.JPG

 

Conclusioni

Consiglio l’acquisto delle QianYun Qian39? Sì, nel modo più assoluto. Secondo la mia esperienza sono un paio di auricolari fantastici per la cifra a cui sono offerti. Attualmente, non sono venduti in Italia col microfono, ma mi è stato comunicato che in qualche mese dovrebbe arrivare anche quella versione. Seguendo anche la scena mondiale degli auricolari e le preferenze degli utilizzatori, ho scoperto come siano tra le più apprezzate cuffiette economiche tra gli appassionati. Non fatico a crederlo, anche a me è già capitato di consigliarle. Penso che in termini di rapporto qualità-prezzo siano il miglior paio di cuffie che abbia mai provato.

Lascio i link per l’acquisto ad Amazon qui sotto. Seguendomi su Facebook (qui), posto occasionalmente delle offerte quando l’azienda sconta questo articolo.