Recensione 1More MK801

Introduzione

Sebbene non sia un modello di ultima generazione, sono sempre stato incuriosito da queste MK801 (che, a differenza delle sorelle 802, sono cablate e non Bluetooth). Dal momento che, nella mia esperienza, ho sempre apprezzato la firma sonora di 1More (grazie alle Piston e alle varie Xiaomi da loro progettate, ad esempio questa che ho recensito), sapevo di andare abbastanza a colpo sicuro con queste. Specifico che sono delle Over Ear (così, almeno, è dichiarato) ma, come vedremo più avanti, sono molto più simili a delle On Ear, per quanto riguarda le dimensioni e la vestibilità.

Le ho acquistate da Penon Audio (lascio il link nelle conclusioni), ma possono essere tranquillamente acquistate da Amazon.

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Unboxing

Una delle cose più curate da 1More – chi ne ha provate lo sa – è il primo impatto: l’esperienza di spacchettamento è sempre di alto livello, grazie alle eleganti scatole e alla dotazione di accessori. Qui, in proporzione, sono stato meno stupito rispetto, ad esempio, alle Piston EO320 (qui la recensione), ma ho comunque ritrovato l’eleganza e la cura nei dettagli che mi sarei aspettato. In confezione troviamo:

-       il cavo, che è davvero spesso e di qualità, che è fortunatamente intercambiabile;

-       un sacchetto per il trasporto;

-       le cuffie vere e proprie.

Esteticamente potremmo dire che incarnano il prototipo delle cuffie sovrauricolari: nere, di plastica opaca, senza fronzoli. Possono risultare un po’ noiose, ma io apprezzo lo stile minimale e i dettagli, come ad esempio gli indicatori di destra e sinistra stampati all’interno del rispettivo padiglione. Il cavo è inserito nella parte destra (se siete abituati ad altri brand, potreste trovarvi un po’ spiazzati).

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Vestibilità

Visto che per valutare il suono ci vuole del tempo, coerentemente con la mia esperienza parlerò prima di come calzano addosso. Non sono totalmente soddisfatto: le dimensioni e il peso sono abbastanza contenuti, ma i cuscinetti non sono del materiale più morbido e anche dopo brevi sessioni di ascolto ci si affatica, l’orecchio è leggermente troppo compresso. Ma ovviamente questo dipende da persona a persona. 

Un consiglio pratico per i modelli successivi: si potrebbero rendere pieghevoli per facilitarne il trasporto. È ottimo trovare il sacchetto per non rovinarle, ma occupano comunque abbastanza spazio.

Piccola nota che non trova spazio in altre sezioni: il cavo ha un microfono integrato (buono) e i comandi che dovrebbero essere compatibili con Android e iOs. Per i sistemi desktop, ho provato con Mac OS. L’esperienza che ho avuto in breve: i controlli sono migliori che nelle Piston in generale; su Android funziona tutto (volume e play/pausa) ma con FiiO M7 ogni tanto non funziona nulla, in modo un po’ casuale; con Mac OS, esattamente come per le Piston, premendo e rilasciando un pulsante questo non riconoscerà il rilascio. Quindi si alzerà al massimo premendo volume su, e andrà in muto con volume giù. Non esattamente il massimo.

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Suono

Conoscendo la firma sonora di 1More, non sono arrivato impreparato all’ascolto di queste 801. In effetti, ho potuto constatare una coerenza acustica tra i vari modelli, nonostante le loro chiare differenze strutturali. È vero, queste sono cuffie e non auricolari, ma il timbro è riconoscibile. Ovviamente ci sono delle differenze.

Specifico che le ho provate principalmente con due DAP: il FiiO M7 e il Dodocool DA106.

Per quanto riguarda il palcoscenico, le divergenze sono meno di quanto ci si possa aspettare. Nelle Piston, l’essere semiaperte aiuta non poco in questo ambito; sebbene queste MK801 siano On Ear, la resa è solo parzialmente superiore in termini di ampiezza. È un male? No, perché era comunque già apprezzabile. Forse in un paio di cuffie di questa fascia (50-100€) ci si aspetta qualcosa in più, ma l’ascoltatore medio non rimane assolutamente deluso dalla scena qui riprodotta; e anche io non lo considero assolutamente un punto negativo, anzi.

Quello che cambia è il fatto che il suono sia più caldo e avvolgente nelle 801, leggermente più incisivo e con dei bassi più corposi e veloci (in senso relativo, perché non sono cuffie che pompano sui bassi). La sensazione è quella di una cuffia che vuole essere il più possibile neutrale, ma nel contempo risultare soddisfacente anche per un ascolto più “divertente”.

Grazie a InnerFidelity che ha misurato la risposta in frequenza di queste cuffie, possiamo notare come effettivamente il basso sia corposo ma non pompato (anzi, il cosiddetto sub-bass è addirittura smorzato) e ci sia una leggera recessione in alcune delle medie frequenze. Questa curva a V/W, assolutamente usuale e molto poco accentuata, dona dinamicità al suono.

Se dovessi trovare un punto negativo nei confronti del suono, sarebbe banalmente il seguente: non stupisce in alcun ambito. Si può spingere un po’ dove si vuole, adattare con l’equalizzatore, rimanere sempre soddisfatti, ma non si ha mai l’impressione di stupore, o di sentire dettagli inediti. Abituato alle Momentum di Sennheiser (che costano due volte tanto), non mi è difficile rimanere colpito dalla riproduzione di determinati suoni. È un confronto giusto? Dipende. Forse quello che mi lascia colpito nelle Momentum è in realtà frutto di un suono che viene colorato, e quindi in termini assoluti non è un bene. Ma l’ascolto è una cosa personale, e mettendole a confronto continuo a preferire le Sennheiser. Stiamo pur sempre parlando di due fasce di prezzo diverse, però, e mi accingo a sbilanciarmi: secondo me sotto ai 100€ sono tra le scelte migliori. Avete l’affidabilità di un marchio forte, delle plastiche di qualità (molto meglio di quelle lucide usate da – per non fare nomi – un marchio fondato da un noto rapper americano che inizia per Dr e finisce per Dre) e una resa sonora del tutto credibile.

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Conclusioni

Le consiglio? Dipende. Sapendo che sono per un pubblico abbastanza generico, probabilmente quello stesso pubblico apprezzerà di più la versatilità delle sorelle MK802, per le capacità wireless. Per chi, come me, ancora preferisce le cuffie cablate a quelle Bluetooth, non posso che consigliarle, magari quando calano un po’ di prezzo in determinati periodi dell’anno. Perché dico questo? Perché sui 100€ si trovano alcuni modelli di Grado, per citarne uno solo, e un target più audiofilo non avrà difficoltà a scegliere a parità di prezzo. Ma se il divario economico comincia ad essere più importante, le 1More MK801 possono dire la loro. Inoltre, ci sono dei colori accattivanti che aiutano il colpo d’occhio: oltre al nero, un blu elettrico e un rosso.

 

Pro

  • Suono che si adatta alle esigenze di qualsiasi genere

  • Costruzione, materiali e design

  • Peso

  • Filo intercambiabile standard (3.5 mm da entrambe le estremità)

 

Contro

  • Comandi a filo non perfetti

  • Non comodissime già dopo brevi sessioni d’ascolto

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Inserisco di seguito i link (di tutti i prodotti citati) ad Amazon e a Penon Audio, store in cui ho acquistato queste 1More.

https://penonaudio.com/1more-mk801.html

Standard relativamente universali

Ingenuamente ho sempre pensato che il jack audio da 3.5 mm fosse uno standard universale. Ma poi ho notato che le cuffie a filo Apple o le cuffie studiate per dispositivi Apple, sebbene funzionassero anche su dispositivi Android (o altri), non avevano completa compatibilità con i controlli sul filo: i tasti per la regolazione del volume non funzionavano, il tasto multifunzione aveva dei limiti.

Così, dopo qualche ricerca, ho scoperto che Apple, famosa - nel bene e nel male - per non adattarsi alle convenzioni, nell’adottare questo connettore (in versione TRRS: con 4 settori separati) ha utilizzato lo standard CTIA (Cellular Telephone Industries Association) e non il più diffuso OMTP (Open Mobile Terminal Platform).

La differenza sta nei piedini del secondo anello e della manica, che risultano invertiti: il microfono/aux in uno, la massa nell’altro. Ciò significa che un paio di earpods, per fare un esempio, avranno una compatibilità diversa a seconda del dispositivo che fornisce loro il segnale, presumibilmente:

1.     solo audio, senza microfono, su dispositivi con jack OMTP;

2.     audio e microfono su dispositivi con jack CTIA non Apple;

3.     audio, microfono e comandi a filo su dispositivi Apple.

In tutti i casi si aggiunge una possibile compatibilità del tasto multifunzione, solitamente per rispondere alle chiamate e per fermare o far ripartire una traccia in riproduzione, talvolta anche per richiamare un assistente vocale (ad esempio Google Assistant su Android).

Non tutti i dispositivi Android utilizzano lo stesso standard. HTC dovrebbe rientrare nella seconda categoria, per esempio, ma non è detto che effettivamente comunichi come ci si aspetta con gli auricolari sopra citati.

Porto ad esempio anche la linea Momentum di Sennheiser, avendone fortunatamente avuto esperienza diretta. Nel mio caso parlo per il modello On Ear, ma si può facilmente notare come per tutta la linea cablata (ovviamente, si parla di jack) il discorso sia il medesimo. Avendo un Macbook Pro per esigenze personali, al momento dell’acquisto delle suddette cuffie ho scelto la versione per device Apple (ne è presente una per Android, che si trova come “versione Samsung”). Con l’uso ho notato che sul mio smartphone Android (un LeEco di quando ancora ci montavano il jack) i comandi a filo erano quasi completamente inefficaci, anche con una rom MIUI - che permette la programmazione personalizzata dei pulsanti -. Presumibilmente – non trovo informazioni precise a riguardo – il mio smartphone corrisponde alla seconda categoria della lista che ho stilato, perché il microfono risulta abilitato e il pulsante multifunzione permette di svolgere alcune azioni.

Sono in cerca di un cavo delle stesse cuffie ma dichiaratamente compatibile con smartphone Android, per scoprire se realmente questa è l’unica differenza tra i modelli in vendita, ma questa è una faccenda che approfondirò più avanti.

Ho sottolineato questo punto sul software per un motivo ben preciso: non si tratta solamente di una questione hardware. Quando ci si interfaccia con una qualsiasi periferica, il lavoro è gestito dai driver e ancora più in profondità dal framework. Questo significa che le incompatibilità non sono dovute solamente agli standard utilizzati, ma anche a una serie di funzioni software i cui brevetti non sono disponibili a tutti i produttori. Di conseguenza, anche tra Samsung e Sony, per fare un esempio, è possibile incappare in problemi di questo genere.

Detto questo, il mio consiglio è di accertarsi prima di tutto delle proprie reali esigenze, nel caso si abbiano dispositivi con piattaforme differenti; se nel caso delle cuffie wireless il problema non si pone, con le cablate c’è bisogno di selezionare un modello compatibile con il proprio utilizzo.

P.s. Questa questione è piuttosto fumosa e sul web girano informazioni contrastanti: dal momento che io non ho una strumentazione che mi permetta di capire quale degli anelli di un jack sia adibito a questa o a quella funzione, ho cercato di raccogliere le più attendibili e verificabili in un unico post(o), ma se qualcuno più esperto di me ha delle dritte o degli accorgimenti da fare, sono più che aperto alle modifiche.