Recensione RevoNext QT5

Prezzo: circa 25€

Dove acquistarle:

AK Audio: [link]

Amazon: https://amzn.to/2JKyg2H

Specifiche tecniche:

  • Configurazione driver: 1 dinamico + 1 armatura bilanciata

  • Risposta in frequenza: 7-40k Hz

  • Impedenza: 15 Ohm

  • Sensibilità: 105 dB/mW

 

Grazie ad AK Audio per il sample fornito per questa recensione.

Torno a scrivere in italiano dopo alcune recensioni in inglese. Il motivo è semplice: da un lato voglio portare avanti questo progetto “bilingue”; dall’altro ho già recensito in italiano un altro modello di questo brand, per cui preferisco iniziare dalla recensione italiana con queste QT5, per completezza.

 

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Unboxing e prime impressioni

Ammetto di non essere particolarmente stupito dagli accessori forniti in dotazione. La presentazione è moderna ed elegante, con una scatola non più bianca ma nera con varie informazioni sui lati; gli auricolari sono già attaccati al cavo – che è removibile e lo standard è il 2pin da 0.78mm -. Il cavo ha il chin slider e arriva con un velcro brandizzato molto utile. Ci sono, però, solo tre paia di gommini in silicone (buoni, comunque) e nessun astuccio per il trasporto. Per questo prezzo, onestamente, non posso lamentarmi. Le QT5 costano stranamente meno delle QT2, sebbene il cavo sia decisamente migliorato (probabilmente è lo stesso delle QT2S) e il peso risulti più importante; ammetto che non mi succede spesso di provare auricolari così pesanti. Qualche parola in più sul cavo: non ho informazioni precise, ma è ottimo, con quattro corde intrecciate, e pare essere rivestito in rame; il mio ha anche un microfono, di media qualità, ma può essere acquistata la versione senza microfono. Essendoci, come già detto, uno slider per connettere le due parti del cavo ad altezza mento, la versione con microfono ne rende l’utilità relativa, visto che al mento non arriverà. Non è grave, dal momento che la stabilità è buona. Non sono le cuffie più comode, visto che l’ugello (che, tra parentesi, è stranamente l’unica parte plastica della cuffia) è piuttosto grosso e se avete un condotto uditivo non troppo grande (come me) potreste avvertire del fastidio. Il design è davvero interessante, più apprezzabile “moralmente” di quello delle QT2, che erano davvero troppo simili alle Campfire Andromeda. Sul fronte ci sono delle aperture per permettere il passaggio d’aria, necessario al driver dinamico per funzionare. Questo stile un po’ steampunk unito alla colorazione (grigio metallizzato nel mio caso, con finitura spazzolata, ma esiste anche una versione in rame) dona uno stile unico a questi auricolari.

 

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Suono

Le mie sorgenti: FiiO M7, Dodocool DA106, Focusrite 2i2 da MacBook Pro 2012, Zorloo ZuperDAC-S da Mi MIX 2.

I miei file: DSD (Pink Floyd), FLAC 24/92 (Queen, Jack Garratt), FLAC 16/44 (Bon Iver, Greta Van Fleet, Jacob Collier, …), ALAC (Sia), MP3 320 (Jamie Cullum, Niccolò Fabi, Everything Everything, …).

 

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In linea generale, queste QT5 sono estremamente simili alle QT2. Anche per questo motivo, mi è difficile giustificarne la differenza di prezzo. La firma sonora è bilanciata, tendente al brillante (purtroppo), il che rende aspre alcune voci femminili (Sia, ad esempio, in molti brani soprattutto di album meno recenti). I sibili sono ancora presenti, leggermente smussati rispetto alle QT2. Probabilmente c’è stato un tentativo di ammorbidire la spigolosità del suono delle QT2, ma alla fine dei conti io mi trovo ad apprezzare e criticare gli stessi aspetti delle sorelle.

I bassi non sono esagerati, il che personalmente può essere considerato un lato positivo, perché non rischiano di rovinare le medie frequenze o di essere troppo pesanti. Anzi, sono veloci e precisi. I medi sono molto ben definiti: gli strumenti hanno il proprio spazio e sono ben distribuiti, le voci altrettanto. C’è un buon dettaglio in ogni range di frequenze. Onestamente nemmeno gli alti sono malaccio, sebbene nelle loro frequenze più basse ci siano dei picchi a cui io sono sensibile (7 kHz probabilmente). A parte ciò, l’estensione è buona e le voci il più delle volte piacevoli. I sibili non sono scomparsi, ma sono meno evidenti rispetto alle QT2: non credo siano cuffie sibilanti di natura, ma di certo la loro equalizzazione non aiuta a nasconderne eventuali, se presenti nella registrazione. Apprezzo particolarmente il palcoscenico, che nella sua modesta estensione è accogliente e preciso nella posizione simulata degli strumenti. In generale, non vedo un singolo motivo per non apprezzare questi monitor (sì, mi sento di poter dare loro questo attributo): sono economici, costruiti veramente bene, con un cavo di qualità e ottimi materiali e suonano con una firma ormai caratteristica del brand, che ci si aspetta e si impara ad apprezzare.

 

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Confronti

RevoNext QT2: d’accordo, le ho già ampiamente confrontate. Faccio un riassunto: considerato che ora ci sono le QT2S (QT2 con cavo migliorato), le mie considerazioni sul terribile cavo con cui arrivano le QT2 normali ormai lasciano il tempo che trovano. QT2 e QT5 si somigliano molto: entrambe in metallo, entrambe con un driver dinamico e un’armatura bilanciata. Suonano in modo simile. Entrambe non sono il massimo della comodità a lungo andare, ma le QT5 sono leggermente più comode. Cambia il dettaglio, più estremo nelle QT2, e il tuning delle alte frequenze, più smussato e piacevole – sebbene non perfetto – nelle nuove QT5. Il punto è: in queste fasce di prezzo, dieci euro in più sono quasi il doppio del prezzo iniziale. Come si giustificano dieci euro in più per le QT2? Per me è difficile. Prendete le QT5, se avete il dubbio su queste due. Trovate le QT2 qui: https://amzn.to/2V2zpnu

 

KZ ZSN: non le ho ancora recensite. Per essere di KZ, stupiscono: non ho avuto buone esperienze in passato (ZS3, ES4), quindi sono rimasto doppiamente stupito dalla qualità delle ZSN. La costruzione è plastica, non al livello delle QT5, con un fronte metallico che ne condivide, però, lo spirito steampunk. La comodità è superiore, il cavo simile. Il tuning è diverso: le ZSN suonano in modo più “divertente”, con più bassi, un po’ più di asprezza negli alti data la loro enfasi, e i medi incassati. Non eccessivamente, ma talvolta si sente chiaramente il volume delle voci sovrastato dagli strumenti. Sono comparabili per quanto riguarda lo spazio percepito e la precisione della scena. Mi è difficile consigliare l’una o l’altra; se puntate alle KZ, consiglio di aspettare anche la versione Pro, allo stesso prezzo ma con delle migliorie (arriverà anche quella recensione). Trovate le ZSN qui: https://amzn.to/2Wt57KJ

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Conclusioni

Un altro paio di auricolari sorprendenti per la fascia di prezzo, che ci ricorda che viviamo in un periodo di straordinaria crescita in ambito monitor economici. Consiglio vivamente questi RevoNext QT5, ancor più dei fratelli QT2.

Recensione YinYoo V2

Tra le cuffie più consigliate dagli appassionati, nella fascia dei 50$, ci sono le T2/T2 Pro di TinAudio – ora TinHiFi. Delle due io ho in prova la versione Pro, e non ne sono per nulla entusiasta. Mi spiegherò meglio nella recensione dedicata. Questo preambolo perché? Perché queste V2 di YinYoo, protagoniste della recensione di oggi, sono palesemente ispirate a questi modelli sopra citati, sia per design che per configurazione hardware, che per prezzo – che per nome, probabilmente. Eppure, provandole entrambe in modo approfondito, posso dire di preferire sotto ogni aspetto le V2 di YinYoo. Il problema più evidente che molti evidenziavano alle T2 era, nel loro dettaglio cristallino, la carenza di bassi. Così TinAudio ha fatto uscire il modello Pro, enfatizzando però gli alti. Pessima mossa, dal mio canto, perché sono stridule ed aspre nonché esageratamente sibilanti. YinYoo, più furba, ha invece sfornato un prodotto molto simile ma con quel basso in più che mancava alle concorrenti.

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Questo sample arriva da AK Audio, e per i lettori di techinblack.it il prezzo sarà di 39$ acquistando dal loro store seguendo queste istruzioni: durante l'ordine basterà scrivere "techinblack.it" nell'apposito spazio per lasciare un messaggio al venditore, piazzare l'ordine senza aggiungere un metodo d'acquisto, e aspettare la notifica dell'aggiustamento del prezzo. Dopodiché si potrà pagare ottenendo questo prezzo discount davvero vantaggioso. Se avete bisogno di assistenza, scriveteci sulla pagina Facebook via messaggio privato: https://www.facebook.com/techinblackstaff/

 

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Unboxing e prime impressioni

Le differenze con gli altri modelli ci sono, comunque: le V2 sono leggermente più piccole, il cavo è 2-pin .78 mm e non MMCX, c’è un comodo astuccio rigido per il trasporto; di contro, mancano i tips in memory foam – ma quelli in silicone sono ottimi. Un’altra “furbata” è stata quella di invertire la forma dell’auricolare destro con quella dell’auricolare sinistro, rispetto alle T2, che effettivamente erano nate “storte”. Non è difficile, in realtà, fare lo switch nelle T2 (basta attaccare diversamente il cavo), ma può essere visto come un difetto di progettazione. Con queste V2, invece, è tutto al posto giusto. Il cavo è molto buono e arriva già montato agli auricolari. Non soffre di microfonicità ed è molto elegante. La vestibilità è fortunatamente superiore alle T2, che erano leggermente troppo grandi e i gommini in memory, seppur di discreta qualità, erano anch’essi di dimensioni generose. L’isolamento passivo è di ottimo livello: anche utilizzando i gommini bianchi più piccoli, che sono quelli che meglio si adattano al mio orecchio, i rumori esterni sono attutiti quasi totalmente. Un’ottima cosa è che, oltre agli stessi gommini, anche il cavo sarà sostituibile con uno aftermarket – facendo attenzione a prenderlo della giusta misura: il 2 pin della stessa YinYoo che possiedo non va bene, perché la distanza è di .03 mm differente. Altro punto a favore è l’astuccio per il trasporto che è davvero di qualità ed è più spazioso di tanti altri che utilizzo.

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Specifiche tecniche

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Suono

Ho capito, col tempo, che il FiiO M7 – pur essendo una buona sorgente – è sibilante. Una cuffia che soffre di sibili di natura difficilmente avrà un’ottima sinergia con quel lettore. Con le T2 Pro, infatti, è davvero fastidioso; con queste V2 no. Per cui ho piacevolmente testato questo prodotto in accoppiata con quel player. Quello che mi è stato consigliato dal fornitore, oltre al burn-in, è di utilizzare i gommini più larghi per godere al meglio delle frequenze alte. Però, dal momento che gli alti sono apprezzabili in ogni caso, ho preferito dare priorità al comfort usando i gommini piccoli. Dopo diverse ore di utilizzo, effettivamente il suono ha giovato del rodaggio dal punto di vista della spazialità. Riassumo in breve la mia esperienza prima di scendere nel dettaglio: questi IEM sono un ottimo prodotto. Il bilanciamento delle frequenze è corretto, la curva di risposta a V dona un suono poco affaticante e piuttosto colorato. Se cercate un prodotto dal suono analitico per la produzione musicale, non fa proprio al caso vostro. Per il restante pubblico, che occupa la maggioranza della popolazione, queste cuffie saranno invece una scelta da tenere in seria considerazione: reggono volumi alti, isolano bene, stanno piuttosto salde all’orecchio e hanno un suono adatto a qualsiasi genere musicale. I bassi corposi, estesi in profondità, rendono le V2 il classico prodotto “che piace al primo ascolto”. I medi sono leggermente arretrati, ma non vengono inficiate né le voci, né gli strumenti nella chiarezza delle singole parti. Gli alti sono buoni, con pochissimi sibili, e sono la parte che più migliora con l’uso – “out of the box” sembrano un po’ timidi. Il palcoscenico è credibile, non ampio all’inverosimile, ma aiutato da un generale sfondo scuro che è caldo e avvolgente. Sia chiaro questo: presi singolarmente, questi singoli punti che ho elencato non eccellono; sono però ben amalgamati nell’insieme, e rendono il prodotto veramente interessante, soprattutto pensando alla cifra a cui sono offerti. Mi vengono in mente le 1MORE Piston In-Ear: la firma sonora è simile a quella di queste V2, ma il suono lì è molto più congestionato e la spazialità ridotta; per una cifra molto simile, i vantaggi qui sono moltissimi: in termini di tuning siamo lì, ma queste V2 sono un chiaro upgrade anche e soprattutto per chi apprezza quel tipo di risposta in frequenza che utilizza 1MORE. Il cavo removibile, poi, è sicuramente un altro punto a favore delle YinYoo; è vero che arrivano senza microfono, ma nulla ci vuole a comprare un cavo da pochi euro con microfono integrato. Questo era solo uno di più confronti che farò in seguito all’interno di questa recensione.

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Ci tengo a sottolineare che non è il caso di usare queste cuffie come monitor da studio: l’enfasi nelle basse frequenze dà l’impressione di avere un corpo in quella gamma che in realtà non si sta ottenendo; questo vale per tutti i prodotti V-shaped e simili, ed è per questo che non le posso consigliare per quel tipo di utilizzo (alternative a prezzi simili più adatte a quelle situazioni sempre a fine articolo).

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Confronti

TinAudio T2 Pro (60$): a parte le differenze già citate (quali l’attacco MMCX e il fatto che cuffia destra e sinistra, in quanto a forma, siano invertite), le T2 Pro sono cuffie molto dettagliate e analitiche, mentre le V2 sono più volte ad un ascolto casual e prolungato. Ho trovato le T2 Pro veramente difficili da ascoltare, per gli alti troppo taglienti e i bassi carenti. Le V2 sono assolutamente superiori, con un carattere più scuro, dei bassi credibili, un palcoscenico altrettanto valido, una maggiore resistenza ad alti volumi senza distorcere, ed altri fattori più banali come le dimensioni leggermente più compatte, che donano un comfort superiore. Ho preferito anche il cavo nelle V2. Per me – sottolineo che è un parere personale – ci sono solo due punti a favore delle T2 Pro: il dettaglio e i tips in memory foam. E non valgono, dal mio canto, la scelta rispetto alle V2.

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RevoNext QT2 (40$): questo è un bellissimo confronto. Entrambi questi monitor condividono lo stesso standard 2 pin .78 mm, entrambi sono in metallo, la fascia di prezzo è la stessa. Cosa cambia tra i due? Il comfort prima di tutto: nelle V2 è superiore, sebbene la vestibilità sia buona anche nelle QT2; il problema, con quelle, è il fatto che dopo un po’ di tempo di utilizzo, gli spigoli del guscio faranno male alle orecchie. Le firme sonore sono molto diverse: le V2 sono più “facili” da ascoltare, le QT2 più analitiche. Consiglierei le seconde per live stage e produzione musicale, perché per l’ascolto penso che le V2 siano un passo avanti in termini di affaticamento (le RevoNext soffrono un po’ di asprezza negli alti; sono brillanti). Il cavo delle QT2 non è granché, per cui consiglio, nel caso vogliate acquistarle, di prendere le QT2S, identiche ma con cavo aggiornato. Trovate la mia recensione qui.

 

Meze 12 Classics (80$): nonostante costino il doppio, non suonano “due volte meglio” (mi prendo la licenza di usare questa formula). Le Meze 12 Classics sono un ottimo paio di auricolari, di cui ho apprezzato dotazione, costruzione, suono e filosofia. Suonano in modo simile a queste V2, in termini di firma sonora: divertenti, V-shaped, un po’ scure, che non fanno degli alti il loro punto di forza. Hanno qualcosa in più e qualcosa in meno. Più dettaglio, i gommini in memory foam, ma un cavo non removibile e a mio parere un palcoscenico meno esteso. L’eleganza del legno con cui sono costruite può farvi protendere verso la loro scelta, ma io penso che il valore per il prezzo pagato sia superiore nelle V2, comunque ottimamente costruite. Il comfort, tra l’altro, è stato molto critico per me con le Meze, anche coi gommini in memory. Non posso dire che in assoluto sceglierei le V2, ma relativamente al prezzo le preferisco alle Meze, che non sono totalmente soddisfacenti – considerando che con 80$/€ di YinYoo V2 ne prendo due paia.

YinYoo V2 Frequency Response

YinYoo V2 Frequency Response

Meze 12 Classics Frequency Response

Meze 12 Classics Frequency Response

 

1MORE Voice/Piston In Ear (35$): controverso paio di cuffie, che ho amato per design, qualità costruttiva e dotazione, ma non ho totalmente compreso in termini di suono. Anche con queste Piston lo sfondo è scuro e la risposta in frequenza a V, ma - come ho già accennato - il suono è più congestionato e la spazialità non totalmente avvolgente. Il comfort è comunque ottimo. Le V2, però, sono un passo avanti. Il cavo removibile, la possibilità di indossarle in più modi diversi, l’astuccio per il trasporto rigido, il maggior numero di gommini, un suono più avvolgente e generalmente più pieno mi fanno protendere per le YinYoo, per soli 5$ in più.

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Conclusioni

Se sono stato così entusiasta nel parlare di questi IEM, un motivo c’è: sono tra i migliori auricolari che io abbia provato in relazione al prezzo di vendita. Sono un prodotto studiato nel dettaglio, che non lascia trascurato alcun aspetto. Dall’astuccio per il trasporto, all’ottimo cavo, al gran numero di gommini presenti, al suono davvero credibile e adatto ad ogni genere musicale e/o bisogno personale. Essendo una cuffia con cavo removibile, rientra nel mio solito consiglio: con un cavo Bluetooth vi togliete la noia del filo, con un cavo con microfono sono perfetti come auricolari anche per le chiamate, e col cavo di serie potete godervi la musica con una connessione cablata alla migliore qualità possibile – se siete cultori, potete anche prendere un cavo a masse separate per una connessione bilanciata. Tra le cuffie che ho consigliato, queste stanno senz’altro in cima alla lista.

Recensione RevoNext QT2

Mi voglio subito sbilanciare per quanto riguarda questi auricolari: sono davvero, davvero di livello. Hanno un prezzo concorrenziale, una resa sonora interessantissima, un design caratteristico (anche se non è il più originale). Ma una recensione non può fermarsi a questo, e il prodotto perfetto ancora non mi è capitato tra le mani. Per cui ora analizzerò ogni punto con più calma e darò il giusto peso anche ai lati negativi – che premetto essere pochi.

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Unboxing e prime impressioni

La scatola di questi auricolari non ha nulla di più e nulla di meno della concorrenza nella sua fascia: immagine del prodotto sul fronte, alcune informazioni sui lati, nessun astuccio per il trasporto. La presentazione, però, è carina, con i gommini e gli auricolari incastonati in una forma di schiuma. I gommini sono di tre misure diverse. Insomma, veramente l’essenziale, ma questo è chiaramente servito ad abbassare il più possibile i costi, come vedremo successivamente.

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La prima impressione, per quanto concerne il design, è che sia stato ispirato dalle celebri Andromeda di Campfire Audio; non è un dramma, lo abbiamo visto fare da molti. Il cavo è buono, simile a quello delle Meze 12 Classics (recensite qui), ma removibile e con l’ultima parte uncinata semirigida; personalmente non amo il materiale né questa scelta per l’archetto, ma il lato positivo è che si potrà sostituire con un altro aftermarket. Attenzione, in tal caso, perché lo standard 2-pin di queste QT2 è da 0.78mm e non da 0.75mm come per le KZ. Se volete un consiglio, vi riporto ciò che è stato a sua volta consigliato a me: prendete un cavo TRN a 8 core, lo si trova su AliExpress a circa 10$ (qui).

Il fit è davvero buono, sono auricolari che vestono bene al mio orecchio e non danno segni di instabilità. Ma ci sono due punti poco convincenti: l’archetto di cui parlavo poco fa, che si appoggia sull’orecchio, è troppo rigido e non riesce ad aderire alla parte posteriore dello stesso, anche a causa della mancanza di un serracavo, lungo – appunto – il cavo stesso. Il secondo punto è che dopo un’ora di ascolto, gli angoli squadrati saranno abbastanza dolorosi per le parti cartilaginee dell’orecchio, per chi ha delle forme auricolari simili alle mie.

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Alcuni dettagli tecnici, per chi fosse interessato:

-       Sono tre i driver di queste QT2, due dinamici e un’armatura bilanciata. Per quelli dinamici, l’aria passa attraverso due aperture sul fronte delle cuffiette, sufficienti per garantire il loro corretto funzionamento.

-       La risposta in frequenza è di 7-40000 Hz, davvero molto interessante per estensione.

-       L’impedenza è di 15 Ohm, sotto la media e ci fa capire come sia un prodotto pensato per essere facilmente pilotato anche da smartphone. Infatti, viene venduta anche una versione con microfono.

-       Altre specifiche nelle immagini.

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Suono

Al solito, ho utilizzato come sorgente il FiiO M7, il Dodocool DA106 e il Mi Mix 2 in accoppiata con il DAC/Amp di Audirect di prima generazione, il Whistle, e il MacBook Pro 2012 con interfaccia audio Focusrite 2i2.

Il punto forte di tutta l’esperienza che ho avuto con questi auricolari, che chiamerei più propriamente “monitor”, è stato proprio il suono. Specifico già che è di riferimento per la fascia – e, più in generale, come equalizzazione. Ci troviamo infatti di fronte a un suono bilanciato in tutte le sue frequenze, che riesce a spingersi molto in basso e molto in alto, adattandosi anche alle richieste più esigenti. È un suono molto aperto, che inizialmente ho fatto fatica ad apprezzare perché particolarmente incisivo. Col passare del tempo ho invece compreso l’intento di fornire sempre una resa fedele, dettagliata, in un certo senso – positivo – “martellante”, adatta proprio all’utilizzo come monitor da studio o da palco. La bassa impedenza garantisce un volume generalmente superiore alla media, a parità di condizioni. Per far comprendere meglio la mia esperienza, potrei stilare una serie di caratteristiche e descrivere molto velocemente come le ho trovate:

-       Sub-bass: c’è, l’estensione in gamma bassa è davvero ottima e permette di avere la certezza di non faticare a riprodurre queste frequenze.

-       Bassi: assolutamente non enfatizzati o sovrastanti, ma presenti e anche piuttosto veloci. Ottimi e coerenti con il bilanciamento generale del suono.

-       Medi: buoni, non arretrati. Le voci in questa gamma sono ben udibili e non c’è sensazione di “impasto”.

-       Alti: taglienti, per il mio gusto quasi fastidiosi ma sempre ben presenti, anche le voci femminili non incontrano difficoltà.

-       Separazione strumentale: più che sufficiente, il dettaglio è sopra alla media per la fascia e anche la definizione delle singole parti non risente di strani amalgami.

-       Sibili: purtroppo questo è l’unico lato negativo di tutta la questione del suono. Soprattutto negli alti, le “s” sono molto pronunciate e fischiano un po’ eccessivamente. Cambiare il cavo di serie con quello consigliato sopra quasi sicuramente può risolvere questo problema (è un cavo notoriamente conosciuto per placare i sibili). In questo caso, l’utilizzo di questi IEM è stato negativo soltanto con l’Audirect Whistle, che – come dice il nome – fischia.

Battute a parte, devo parzialmente rimangiarmi ciò che ho detto nella recensione del FiiO M7 (qui): non è una cattiva sinergia quella tra i due, è proprio la firma sonora dall’estremo dettaglio e incisività di queste cuffie a renderle talvolta “affaticanti”. Diciamo che sono perfette per un’ora di ascolto, dopodiché sia fisicamente che acusticamente potreste avere bisogno di una pausa.

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Confronti

Come già scritto nella recensione delle Meze 12 Classics, ho comparato questi due modelli perché, seppur diversi, secondo me si piazzano più o meno sullo stesso livello di qualità. Su Amazon stanno entrambe intorno ai 60€. Sono prodotti completamente diversi: queste QT2 hanno un suono di riferimento, cristallino, dettagliato, ma a volte faticoso. Le 12 Classics sono invece più sbilanciate verso i bassi, con uno sfondo più scuro ma meno faticose da ascoltare a lungo. Il vostro gusto vi farà decidere.

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Se invece decideste di importare le QT2, il prezzo si aggirerebbe intorno ai 35€. Su Amazon è il prezzo delle 1MORE Piston 1M301. Non c’è storia tra le due: queste RevoNext sono superiori in quanto a suono praticamente in ogni aspetto. Dove invece sono da preferire le 1MORE è in quanto a dotazione – molto completa (come ho scritto nella recensione qui), e in quanto a vestibilità: le Piston sono forse il più comodo paio di auricolari che abbia mai provato. E sono senz’altro meno faticose da ascoltare a lungo.

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Conclusioni

Consiglio l’acquisto di queste RevoNext QT2? Assolutamente sì. Per me, in quanto a suono, valgono ben più del prezzo richiesto. Spero di poter provare anche le QT3 a breve, che aggiungono un’armatura bilanciata alla configurazione di queste QT2, per poter dire con certezza se questo brand è stato fortunato con questo modello oppure ci sa veramente fare. Personalmente le consiglio per l’ascolto di musica e per la produzione musicale (o performance live), perché coprono a tutto tondo qualsiasi tipo di utilizzo. Sono resistenti, il cavo è sostituibile, suonano veramente molto bene, e l’unica vera criticità che posso sottolineare è l’affaticamento fisico che potrebbero causare ad alcuni. Aggiungo, per concludere, che la versatilità di avere una cuffia con cavo sostituibile vi permette di comprarne uno Bluetooth, e così può essere anche risolto il problema della scomparsa del jack audio nella maggior parte degli smartphone attuali.

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Pro

  • Qualità costruttiva

  • Suono

  • Cavo sostituibile

  • Buoni, anche se pochi, i gommini in dotazione

 

Contro

  • Cavo in dotazione (buono, ma ne preferisco altri)

  • Sibili un po’ eccessivi

 

Lascio i link a diversi store online dove acquistare questi IEM:

AliExpress

Amazon Italia