Recensione 1More MK801

Introduzione

Sebbene non sia un modello di ultima generazione, sono sempre stato incuriosito da queste MK801 (che, a differenza delle sorelle 802, sono cablate e non Bluetooth). Dal momento che, nella mia esperienza, ho sempre apprezzato la firma sonora di 1More (grazie alle Piston e alle varie Xiaomi da loro progettate, ad esempio questa che ho recensito), sapevo di andare abbastanza a colpo sicuro con queste. Specifico che sono delle Over Ear (così, almeno, è dichiarato) ma, come vedremo più avanti, sono molto più simili a delle On Ear, per quanto riguarda le dimensioni e la vestibilità.

Le ho acquistate da Penon Audio (lascio il link nelle conclusioni), ma possono essere tranquillamente acquistate da Amazon.

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Unboxing

Una delle cose più curate da 1More – chi ne ha provate lo sa – è il primo impatto: l’esperienza di spacchettamento è sempre di alto livello, grazie alle eleganti scatole e alla dotazione di accessori. Qui, in proporzione, sono stato meno stupito rispetto, ad esempio, alle Piston EO320 (qui la recensione), ma ho comunque ritrovato l’eleganza e la cura nei dettagli che mi sarei aspettato. In confezione troviamo:

-       il cavo, che è davvero spesso e di qualità, che è fortunatamente intercambiabile;

-       un sacchetto per il trasporto;

-       le cuffie vere e proprie.

Esteticamente potremmo dire che incarnano il prototipo delle cuffie sovrauricolari: nere, di plastica opaca, senza fronzoli. Possono risultare un po’ noiose, ma io apprezzo lo stile minimale e i dettagli, come ad esempio gli indicatori di destra e sinistra stampati all’interno del rispettivo padiglione. Il cavo è inserito nella parte destra (se siete abituati ad altri brand, potreste trovarvi un po’ spiazzati).

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Vestibilità

Visto che per valutare il suono ci vuole del tempo, coerentemente con la mia esperienza parlerò prima di come calzano addosso. Non sono totalmente soddisfatto: le dimensioni e il peso sono abbastanza contenuti, ma i cuscinetti non sono del materiale più morbido e anche dopo brevi sessioni di ascolto ci si affatica, l’orecchio è leggermente troppo compresso. Ma ovviamente questo dipende da persona a persona. 

Un consiglio pratico per i modelli successivi: si potrebbero rendere pieghevoli per facilitarne il trasporto. È ottimo trovare il sacchetto per non rovinarle, ma occupano comunque abbastanza spazio.

Piccola nota che non trova spazio in altre sezioni: il cavo ha un microfono integrato (buono) e i comandi che dovrebbero essere compatibili con Android e iOs. Per i sistemi desktop, ho provato con Mac OS. L’esperienza che ho avuto in breve: i controlli sono migliori che nelle Piston in generale; su Android funziona tutto (volume e play/pausa) ma con FiiO M7 ogni tanto non funziona nulla, in modo un po’ casuale; con Mac OS, esattamente come per le Piston, premendo e rilasciando un pulsante questo non riconoscerà il rilascio. Quindi si alzerà al massimo premendo volume su, e andrà in muto con volume giù. Non esattamente il massimo.

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Suono

Conoscendo la firma sonora di 1More, non sono arrivato impreparato all’ascolto di queste 801. In effetti, ho potuto constatare una coerenza acustica tra i vari modelli, nonostante le loro chiare differenze strutturali. È vero, queste sono cuffie e non auricolari, ma il timbro è riconoscibile. Ovviamente ci sono delle differenze.

Specifico che le ho provate principalmente con due DAP: il FiiO M7 e il Dodocool DA106.

Per quanto riguarda il palcoscenico, le divergenze sono meno di quanto ci si possa aspettare. Nelle Piston, l’essere semiaperte aiuta non poco in questo ambito; sebbene queste MK801 siano On Ear, la resa è solo parzialmente superiore in termini di ampiezza. È un male? No, perché era comunque già apprezzabile. Forse in un paio di cuffie di questa fascia (50-100€) ci si aspetta qualcosa in più, ma l’ascoltatore medio non rimane assolutamente deluso dalla scena qui riprodotta; e anche io non lo considero assolutamente un punto negativo, anzi.

Quello che cambia è il fatto che il suono sia più caldo e avvolgente nelle 801, leggermente più incisivo e con dei bassi più corposi e veloci (in senso relativo, perché non sono cuffie che pompano sui bassi). La sensazione è quella di una cuffia che vuole essere il più possibile neutrale, ma nel contempo risultare soddisfacente anche per un ascolto più “divertente”.

Grazie a InnerFidelity che ha misurato la risposta in frequenza di queste cuffie, possiamo notare come effettivamente il basso sia corposo ma non pompato (anzi, il cosiddetto sub-bass è addirittura smorzato) e ci sia una leggera recessione in alcune delle medie frequenze. Questa curva a V/W, assolutamente usuale e molto poco accentuata, dona dinamicità al suono.

Se dovessi trovare un punto negativo nei confronti del suono, sarebbe banalmente il seguente: non stupisce in alcun ambito. Si può spingere un po’ dove si vuole, adattare con l’equalizzatore, rimanere sempre soddisfatti, ma non si ha mai l’impressione di stupore, o di sentire dettagli inediti. Abituato alle Momentum di Sennheiser (che costano due volte tanto), non mi è difficile rimanere colpito dalla riproduzione di determinati suoni. È un confronto giusto? Dipende. Forse quello che mi lascia colpito nelle Momentum è in realtà frutto di un suono che viene colorato, e quindi in termini assoluti non è un bene. Ma l’ascolto è una cosa personale, e mettendole a confronto continuo a preferire le Sennheiser. Stiamo pur sempre parlando di due fasce di prezzo diverse, però, e mi accingo a sbilanciarmi: secondo me sotto ai 100€ sono tra le scelte migliori. Avete l’affidabilità di un marchio forte, delle plastiche di qualità (molto meglio di quelle lucide usate da – per non fare nomi – un marchio fondato da un noto rapper americano che inizia per Dr e finisce per Dre) e una resa sonora del tutto credibile.

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Conclusioni

Le consiglio? Dipende. Sapendo che sono per un pubblico abbastanza generico, probabilmente quello stesso pubblico apprezzerà di più la versatilità delle sorelle MK802, per le capacità wireless. Per chi, come me, ancora preferisce le cuffie cablate a quelle Bluetooth, non posso che consigliarle, magari quando calano un po’ di prezzo in determinati periodi dell’anno. Perché dico questo? Perché sui 100€ si trovano alcuni modelli di Grado, per citarne uno solo, e un target più audiofilo non avrà difficoltà a scegliere a parità di prezzo. Ma se il divario economico comincia ad essere più importante, le 1More MK801 possono dire la loro. Inoltre, ci sono dei colori accattivanti che aiutano il colpo d’occhio: oltre al nero, un blu elettrico e un rosso.

 

Pro

  • Suono che si adatta alle esigenze di qualsiasi genere

  • Costruzione, materiali e design

  • Peso

  • Filo intercambiabile standard (3.5 mm da entrambe le estremità)

 

Contro

  • Comandi a filo non perfetti

  • Non comodissime già dopo brevi sessioni d’ascolto

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Inserisco di seguito i link (di tutti i prodotti citati) ad Amazon e a Penon Audio, store in cui ho acquistato queste 1More.

https://penonaudio.com/1more-mk801.html

Recensione FiiO M7

Nel momento in cui ho dovuto scegliere il mio ultimo smartphone, ho dovuto fare una scelta. Da aspirante audiofilo e possessore di una sempre crescente quantità di cuffie a jack, per l’ascolto di musica ho essenzialmente bisogno dell’entrata jack, per l’appunto, e di una memoria sufficiente – leggasi: espansione via scheda SD. Ma l’equilibrio tra i miei bisogni e il mio budget ha fatto sì che, alla fine, mi capitasse tra le mani un telefono senza jack e senza memoria espandibile. Grandioso.

In realtà questa è stata una scelta oculata, frutto dell’intenzione di trasferire tutto il mio ascolto in un altro supporto: un lettore dedicato, visto che – anche se ai più è ignoto – ve n’è un mercato florido.

Una delle fasce di prezzo più interessanti per questo tipo di prodotti è quella appena sotto ai 200€: ho adocchiato diversi modelli (Cayin N3, Shanling M2S, …) tra cui questo interessantissimo FiiO M7, che ho fortunatamente avuto l’occasione di testare.

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Voglio ricordare che ogni parola che spendo va pesata in relazione al contesto di questo portale, che tratta di prodotti a portata dei più e soprattutto che hanno un alto rapporto qualità-prezzo.

Uno dei fattori che accomuna questo DAP (Digital Audio Player) agli altri due sopra citati è l’adozione della USB di tipo C: chi mi conosce sa che sono un grande sostenitore di questo standard, che ha finalmente dato un’universalità concreta ai connettori. È stata proprio l’assenza di questa porta nella quasi totalità dei restanti modelli FiiO attuali che mi aveva fatto desistere dal testarli; ma c’è da dire che, nel caso specifico di questa azienda, la Micro USB aveva più senso che per altri produttori, in quanto adattata e adottata anche in accessori e dock station per permettere all’audio di passare, un po’ com’era coi vecchi iPod. Passare alla Type-C è stata un’esigenza di mercato più che un passo voluto, ma che io non posso che apprezzare.

Confezione e Hardware

A proposito di connettori, il cavo USB C per scambio dati e ricarica è fornito in confezione, così come una comoda cover in silicone – utile, perché di per sé l’alluminio del corpo di questo lettore è abbastanza scivoloso.

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La costruzione, in ogni caso, è ottima, così come il collocamento dei pulsanti e delle porte. Una cosa che inizialmente non ho apprezzato è stata la presenza del jack (che è anche line-out) nella parte opposta rispetto alla USB. Ho compreso poi essere una questione di ingegnerizzazione mirata a sopprimere quanto più disturbo elettrico possibile dall’ascolto.

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La parte destra ospita l’alloggiamento per la scheda SD, mentre la parte sinistra accoglie la ruota per regolare il volume e tre pulsanti per avanzare o arretrare con il brano e fermare/riprendere la riproduzione.

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Sempre parlando di hardware, il display è una buona unità LCD, che però soffre non poco le situazioni molto luminose: anche al chiuso mi sono ritrovato a tenere il livello di retroilluminazione sempre al massimo. Non ne risente particolarmente la batteria: è un’unità da 1880 mAh, che regge senza difficoltà anche una ventina di ore di ascolto. Veramente notevole: anche se questo risultato non è quello medio, il succo è che non bisogna ricaricarlo spesso, ma addirittura ci si può scordare di quando lo si è caricato l’ultima volta.

Sotto un comparto più tecnico, la baracca è portata avanti da un Exynos 7270 di Samsung che si è dimostrato sempre efficiente ed affidabile, sebbene le memorie facessero un po’ di collo di bottiglia: la RAM da meno di un GB (768 MB) è forse il più grande compromesso da accettare. Un esempio concreto: ci sono solo due applicazioni da aprire in questo lettore, oltre alle impostazioni, e non c’è la possibilità di installarne altre. Una è l’app Musica e l’altra la Radio FM. Ebbene, non è quasi possibile una triangolazione tra le tre senza che una venga chiusa in background. Può dipendere da quando è piena la scheda SD rendendo difficoltoso il processo di lettura? Può darsi. Bisogna solo sapere che c’è questo compromesso da accettare.

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Faccio due appunti veloci: la memoria di archiviazione è di soli 2 GB usufruibili (4 totali), il che rende obbligatorio l’uso di una SD. E la Radio FM funziona davvero bene (chip SI4705 di Silicon Labs), sfruttando come antenna la stessa cuffia collegata. Questo significa che la radio non si potrà ascoltare via Bluetooth.

La gestione dell’audio è affidata al DAC ESS Sabre ES9018Q2C.

Software

Parlando di software, a bordo c’è una versione non specificata di Android, talmente blindata da non permettere l’installazione di applicazioni di terze parti, né via sideload, né tantomeno dal Play Store, visto che i servizi Google non sono abilitati e non è nemmeno presente un modulo WiFi. Qualche considerazione a proposito: l’hardware di questo lettore è talmente limitato che non reggerebbe un carico superiore a quello per cui è stato studiato. Altri DAP della stessa FiiO montano una versione completa di Android con tanto di applicazioni per lo streaming musicale e servizi Google, per cui se è una cosa importante per voi, optate per uno di quelli. Detto questo, l’interfaccia di questo M7 è personalizzata con una gradevole interfaccia colorata ma non “giocattolosa”. L’applicazione della Musica è la stessa che FiiO mette a disposizione in Beta per tutti i device Android: ha un tema chiaro e uno scuro tra cui scegliere, così come diverse impostazioni per la riproduzione e l’equalizzatore (che può essere richiamato solo dalla schermata “Now Playing”), ma la sincronizzazione dei brani non è automatica. Questo significa che se caricherete della nuova musica nella SD o direttamente nella memoria interna, questa non verrà scansionata finché non glielo chiederete.

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Una stranezza che ho notato è che alcuni album/artisti non appaiono nella lista dedicata, ma vengono invece perfettamente riconosciuti nella sezione “cartelle” navigando a mano nella directory in cui sono inseriti. Non è un grande problema, e l’azienda è comunque molto attenta ai bug fix, dato che durante il mio utilizzo è uscito un aggiornamento che ho installato facilmente a mano – tutte le istruzioni sono presenti all’interno del manuale richiamabile da una sezione nel menù principale.

Ho ascoltato per lo più file FLAC in qualità CD, ma questo DAP digerisce bene anche i DSD. Inoltre, pilota anche cuffie ad impedenza medio-alta, sebbene con una pressione modesta.

È importante sapere che la connessione con il PC avviene tramite standard MTP: significa che con Windows non ci sarà alcun problema, essendo uno standard Microsoft, ma con Mac OS avrete bisogno di usare Android File Transfer (chi lo conosce sa che è un programma pessimo e non aggiornato), come consigliato da FiiO stessa. Il mio consiglio è un altro: usate Commander One, un’app per Mac a pagamento ma che semplifica di molto la comunicazione tra Mac e Android.

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Suono

Parliamo dunque del succo della mia esperienza, ovvero il suono. Con un piccolo preambolo: bisogna sapere che il mercato audiofilo è talmente vasto e variegato da rendere difficoltoso prendere le misure basandosi sul prezzo. A un certo punto la proporzione smette di essere favorevole, e spendere non risulta più garanzia di miglioramento qualitativo. Questo vale sia per le cuffie, sia per i lettori. Questo significa che può essere sufficiente un DAP di questo livello per godersi anche cuffie dal valore ampiamente superiore ad esso. Le cuffie a cui ho accoppiato M7 non superano il suo valore di mercato, ma questa è solo una coincidenza.

Inizio col dire, in modo generale, che questo lettore non colora il suono ma mette in risalto le peculiarità delle cuffie a cui lo si accoppia. Ho avuto esperienze positive con tutti i modelli, meno che con le RevoNext QT2 Triple Driver. Sono degli ottimi IEM, che ho apprezzato in tante occasioni, dal suono dettagliato e incisivo, che non ho trovato gradevoli con questo FiiO: anche in pezzi caldi e distesi, l’impressione era quella di un suono teso e troppo enfatizzato nei suoi dettagli. Questo perché, probabilmente, la firma di questi auricolari è volutamente studiata per fornire un feedback preciso durante i live, per cui questa caratteristica si riflette anche nell’ascolto di musica. Usandoli con altre sorgenti, questi IEM si sono adattati meglio ad un ascolto musicale grazie a una leggera equalizzazione; purtroppo un punto che non mi sento granché di promuovere in questo M7 di FiiO è proprio l’equalizzatore: il suo effetto è talmente leggero nei diversi preset che talvolta viene da chiedersi se effettivamente siano stati differenziati l’uno con l’altro. Anche perché se ci si agisce manualmente l’effetto è sicuramente più consistente.

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Gradevolissima, invece, l’esperienza con le 1More MK801, che sono delle On-Ear/Over-Ear (dipende un po’ dal vostro orecchio) sotto i 100€ davvero equilibrate e piacevoli nell’ascolto. È proprio “equilibrato” il termine con cui definirei questa accoppiata, perché il suono prodotto è malleabile a seconda delle necessità: che debba essere incisivo, disteso, preciso, in ogni situazione la riproduzione è stata fedele. Anche i bassi, all’occorrenza, si sono fatti sentire moderatamente. È l’ampiezza del palcoscenico a stupire, probabilmente per una semplice questione di dimensione dei driver, ma tant’è: questa è l’accoppiata vincente. E presumo che con le MK802 (il modello successivo, che ha anche il Bluetooth), la versatilità sia ancora superiore, avendo questo DAP anche il supporto alla connettività wireless.

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Altra accoppiata positiva con una On-Ear è stata con le Sennheiser Momentum HD, un modello che notoriamente suona un po’ sbilanciato nelle basse frequenze e qui non si smentisce. Non è sgradevole, anzi, l’effetto è quello di un suono caldo, ma sufficientemente dettagliato. Il background è piacevole grazie alla profondità fornita da questa cuffia. Siamo sulla fascia dei 200€: questo è già un prezzo che ci dà una discreta sicurezza di “non sbagliare”; per esperienza, cadiamo effettivamente in piedi in qualsivoglia situazione, anche perché la risposta all’equalizzazione di queste Momentum è eccezionale: basta mettere mano alle frequenze basse con un equalizzatore, tirandole un po’ giù, e il suono diventa davvero fedele.

Per citare un’altra accoppiata onesta, ho un paio di cuffie Dodocool per lo sport, di quelle classiche cuffiette con quanta più gomma possibile per resistere al sudore e agli urti ma con una rassicurante certificazione Hi-Res (di cui ho certamente qualche scetticismo in modo assoluto, ma che qui, effettivamente, significa qualcosa): sono stato soddisfatto anche da queste, che sono senz’altro un modello senza pretese che in realtà suona meglio di quanto ci si aspetti. Anche qui, il basso è un po’ troppo presente, ma sono di fascia molto molto bassa (25 € massimo) e sanno il fatto loro.

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Un consiglio: se cercate un DAP casual e avete cuffie da battaglia da utilizzare, con questo M7 le cuffie Xiaomi suonano generalmente bene. La firma di 1More (tutte le varie Hybrid/Piston/ecc. sono prodotte da loro) è davvero ben compatibile con questo player: ho provato le sopra citate MK801, ma anche diversi modelli In-Ear, come le Hybrid Dual, le 1More Piston, le Dual Driver in ceramica, e tutte si sposano a meraviglia con questo lettore. Raccomando di usare file almeno di qualità CD (FLAC standard) per avere un’esperienza gratificante, ma assicuro che anche degli MP3 di alta qualità vi daranno più soddisfazione di un ascolto “da smartphone”; e sicuramente un suono di livello molto superiore a qualsiasi servizio di streaming di massa – ho provato Deezer Premium, Spotify Premium e Amazon Prime Music: qualitativamente ho preferito Amazon, ma in confronto a M7 non c’è storia.

Un punto importante e positivo di cui ho accennato qualcosa prima: il disturbo è pressoché nullo. Non sentirete mai un sottofondo disturbato, nemmeno mentre il DAP riproduce la musica mentre è in carica. L’ingegnerizzazione è stata effettivamente efficace quanto dichiarato, e questo è senz’altro uno dei migliori aspetti di questo lettore, considerando anche la fascia di prezzo.

Bluetooth

L’ultimo punto in cui mi soffermo giusto un attimo è la riproduzione via Bluetooth. Non sono un amante dell’ascolto wireless e non ho problemi ad ammetterlo, ma qualche cuffia ce l’ho e ne riconosco la comodità in determinate situazioni. Non sono modelli di fascia alta, ma credo che possano interessare al target di questo DAP. Ho delle Bluedio T4S (che mi stanno molto simpatiche perché sono le cuffie più economiche a montare una USB C di ricarica), delle Inateck BH1001 e delle Techvilla Tune 2. Nemmeno a volerlo, sono anche in ordine di qualità. Le prime suonano in modo piacevole e hanno un isolamento acustico davvero interessante, sia attivo che passivo. Non ho trovato particolari differenze nel collegamento rispetto a quello con un normale smartphone, ma le vere differenze si dovrebbero sentire con cuffie abilitate ad AptX HD e quant’altro, che ancora non possiedo. Posso dire che, comunque, anche per la riproduzione wireless questo M7 fa il suo dovere in modo egregio. L’unica cosa è che, ovviamente, la batteria durerà decisamente di meno, ma nulla di grave, visto che regge senza problemi anche gli usi più intensi. Anche le Inateck sono molto piacevoli – hanno un tipo di suono studiato apposta per stupire, molto enfatizzato nei bassi e nei riverberi – per ascolti poco seriosi. Per ultime le Techvilla, classici auricolari senza alcuna pretesa che suonano esattamente come ci si aspetterebbe: senza strafare, con una buona riproduzione delle frequenze anche se abbastanza limitata nell’estensione, senza alcun suono fuori posto o di troppo - anzi. Non le consiglierei, ma se già le avete, fanno un lavoro sufficiente.

Venendo alle conclusioni, FiiO M7 è un DAP che consiglierei. Rispetto ai competitor ha qualche chicca in più (pannello touch, Radio FM) e la garanzia di un marchio che ha vinto, non a caso, diversi premi nel settore. Forse avrei pagato volentieri 20€ in più per avere il WiFi e un po’ di RAM in più, ma la line-up di questo produttore conta modelli per tutte le tasche e le pretese – cosa intendo: che probabilmente, se non ora, tra qualche tempo a 20€ in più potrebbe esserci esattamente il modello che sto ipotizzando.

Ultimo appunto: potrei sottolineare che vi è una sola uscita per l’audio e il line-out e nessuna uscita bilanciata; non credo, però, che sia un fattore di cui ci si possa più di tanto lamentare, perché è pur sempre un DAP di fascia medio-bassa, con degli ovvi compromessi da accettare.

Ne consiglierei l’acquisto? Sì, sia per bisogni audiofili non eccessivi, sia per chi desidera semplicemente un supporto diverso dallo smartphone in cui immagazzinare la propria libreria musicale.

Pro

  • USB C
  • Suono dettagliato e fedele
  • Software ben fatto
  • Durata della batteria
  • Radio FM

Contro

  • La USB C non permette l’utilizzo del player come DAC se non con strumenti FiiO compatibili
  • Poca memoria
  • Luminosità non al top

Lascio qui i link per gli acquisti di M7 e altri prodotti citati nell'articolo.

Standard relativamente universali

Ingenuamente ho sempre pensato che il jack audio da 3.5 mm fosse uno standard universale. Ma poi ho notato che le cuffie a filo Apple o le cuffie studiate per dispositivi Apple, sebbene funzionassero anche su dispositivi Android (o altri), non avevano completa compatibilità con i controlli sul filo: i tasti per la regolazione del volume non funzionavano, il tasto multifunzione aveva dei limiti.

Così, dopo qualche ricerca, ho scoperto che Apple, famosa - nel bene e nel male - per non adattarsi alle convenzioni, nell’adottare questo connettore (in versione TRRS: con 4 settori separati) ha utilizzato lo standard CTIA (Cellular Telephone Industries Association) e non il più diffuso OMTP (Open Mobile Terminal Platform).

La differenza sta nei piedini del secondo anello e della manica, che risultano invertiti: il microfono/aux in uno, la massa nell’altro. Ciò significa che un paio di earpods, per fare un esempio, avranno una compatibilità diversa a seconda del dispositivo che fornisce loro il segnale, presumibilmente:

1.     solo audio, senza microfono, su dispositivi con jack OMTP;

2.     audio e microfono su dispositivi con jack CTIA non Apple;

3.     audio, microfono e comandi a filo su dispositivi Apple.

In tutti i casi si aggiunge una possibile compatibilità del tasto multifunzione, solitamente per rispondere alle chiamate e per fermare o far ripartire una traccia in riproduzione, talvolta anche per richiamare un assistente vocale (ad esempio Google Assistant su Android).

Non tutti i dispositivi Android utilizzano lo stesso standard. HTC dovrebbe rientrare nella seconda categoria, per esempio, ma non è detto che effettivamente comunichi come ci si aspetta con gli auricolari sopra citati.

Porto ad esempio anche la linea Momentum di Sennheiser, avendone fortunatamente avuto esperienza diretta. Nel mio caso parlo per il modello On Ear, ma si può facilmente notare come per tutta la linea cablata (ovviamente, si parla di jack) il discorso sia il medesimo. Avendo un Macbook Pro per esigenze personali, al momento dell’acquisto delle suddette cuffie ho scelto la versione per device Apple (ne è presente una per Android, che si trova come “versione Samsung”). Con l’uso ho notato che sul mio smartphone Android (un LeEco di quando ancora ci montavano il jack) i comandi a filo erano quasi completamente inefficaci, anche con una rom MIUI - che permette la programmazione personalizzata dei pulsanti -. Presumibilmente – non trovo informazioni precise a riguardo – il mio smartphone corrisponde alla seconda categoria della lista che ho stilato, perché il microfono risulta abilitato e il pulsante multifunzione permette di svolgere alcune azioni.

Sono in cerca di un cavo delle stesse cuffie ma dichiaratamente compatibile con smartphone Android, per scoprire se realmente questa è l’unica differenza tra i modelli in vendita, ma questa è una faccenda che approfondirò più avanti.

Ho sottolineato questo punto sul software per un motivo ben preciso: non si tratta solamente di una questione hardware. Quando ci si interfaccia con una qualsiasi periferica, il lavoro è gestito dai driver e ancora più in profondità dal framework. Questo significa che le incompatibilità non sono dovute solamente agli standard utilizzati, ma anche a una serie di funzioni software i cui brevetti non sono disponibili a tutti i produttori. Di conseguenza, anche tra Samsung e Sony, per fare un esempio, è possibile incappare in problemi di questo genere.

Detto questo, il mio consiglio è di accertarsi prima di tutto delle proprie reali esigenze, nel caso si abbiano dispositivi con piattaforme differenti; se nel caso delle cuffie wireless il problema non si pone, con le cablate c’è bisogno di selezionare un modello compatibile con il proprio utilizzo.

P.s. Questa questione è piuttosto fumosa e sul web girano informazioni contrastanti: dal momento che io non ho una strumentazione che mi permetta di capire quale degli anelli di un jack sia adibito a questa o a quella funzione, ho cercato di raccogliere le più attendibili e verificabili in un unico post(o), ma se qualcuno più esperto di me ha delle dritte o degli accorgimenti da fare, sono più che aperto alle modifiche.